1889
Dal Resoconto di Aristide Pinci:
Progetto di recinzione del monumento, colletta ed inaugurazione.
IV
L'area del monumento restava circondata da una fratta, la quale recava sconforto e deturpava la maestosità dell'Ara; e fu appunto in conseguenza di ciò che nella seduta consigliare tenuta il giorno 5 giugno 1885 nella sede sociale, proposi al detto consiglio il progetto di cingere il monumento, e per la spesa fare appello alla generosità degli Italiani, residenti anche all'estero.
La mia proposta fu ad unanimità approvata e vennero eletti in commissione i consiglieri:
Generale Menotti Garibaldi, Presidente
Aristide Pinci, Francesco Onori e Francesco Bellinato
Per loro speciali ragioni, l'Onofri e il Bellinato si ritirarono.
Venne dato novellamente incarico al sig. ing. Augusto Fallani di eseguire il disegno dei lavori di compimento, presentandolo assieme al relativo preventivo. Approvato, quindi, sì l'uno che l'altro, mercè le elargizioni pervenute da ogni parte d'Italia e dagli Italiani residenti all'estero, attivamente si diè mano ai lavori.
La cinta, costrutta in marmo peperino delle cave di Viterbo, misura 500 metri di circonferenza. Si accede sul fronte del monumento per mezzo d'un artistico cancello; altri due minori sono pure ai due lati, rivolti sul fronte ed ai quali conduce una breve salita. A cura del Municipio, poi, si praticò, esternamente alla cinta, una via, che permette di girargli intorno. La sorveglianza, l'amministrazione e la cura di tutto il lavoro, furono, con gentile pensiero, interamente a me affidate, ed io, nella pochezza delle mie forze, cercai ad esseconsacrarmi.
Ai due lati del piazzale dove sorge il grandioso monumento, il Municipio di Mentana vi erigeva due vasti edifici scolastici, armonizzati col disegno stesso del monumento; e fu nobile, patriottico pensiero, quello di farli erigere proprio dinanzi a quell'ara, affinché i giovinetti e le giovinette avessero ogni giorno, colla sacra tomba di que' martiri, innanzi agli occhi un esempio continuo e solenne di magnanimi sacrifici e di virtù patrie e immortali.
Durante il lavoro le elargizioni crebbero e va notato con plauso la cospicua somma di L.6000 offerta dal nostro Ministero dell'Interno. Potè così, finalmente, sul quel suolo memorando nella storia dei nostri infortuni, ricorrendo il 3 novembre 1889 il XXII anniversario, sorgere completa e romanamente grandiosa quest'Ara votiva, consacrata alla memoria dei nostri eroi; ed a rendere più solenne la festa, venne fatta la consegna del grandioso labaro, ideato e disegnato dal valente artista Gualtiero Mancini, dono decretato dal comitato nazionale fino dal XIX anniversario della battaglia. E dopo terminata la commemorazione, alla quale parlarono, accolti da entusiastico saluto, i patrioti Ettore Socci, Imbriani, Dotto de' Dauli, chiamato come padrino delle bandiere del Circolo La Speranza, di Marino e della Società provinciale degli Aretini, che vollero i loro vessilli inaugurare in questo memorando giorno, si scese in Mentana dove, innanzi alla casa comunale, tra le liete armonie delle musiche, si scoprì il nuovo stemma del Comune di quel paese, approvato con Decreto Reale in data 5 maggio 1888 ed a sovrane lettere e patenti che lo confermano ed a cui va unito il disegno dello stemma stesso in data 11 luglio 1889.