1889
Dal Resoconto di Aristide Pinci:
Ode ai caduti.
III
Lamentana, 23 Novembre 800 - Mentana, 3 Novembre 1867: strana coincidenza di date! In quel luogo stesso, dove, dieci secoli prima, un papa e un re stipularono per reciproco accordo l'imperiale dignità e il temporale dominio, rassodando, tra i fumi del vino, la duplice schiavitù dell'occidente; in quello stesso luogo, dieci secoli più tardi, si doveva affogare nel sangue la triste alleanza italo-franca, da sacerdoti e imperatori stabilita e, fra costanti e secolari lotte, dai popoli respinta. Strana coincidenza di luogo e di date; terribile rivelazione di Dio, nell'ora della giustizia!
Il papato, per quanto vittorioso nella lotta, affogò entro quel sangue. Italia intera vestì a gramaglia, e, se vi fu alcuno che gioisse, vi fu chi, al certo, non osò turbare la pubblica mestizia col sorriso della indifferenza. Tre anni più tardi, la Breccia di Porta Pia, colla più gloriosa delle date storiche che onorino il progresso della libertà umana: il 20 settembre 1870 vendicava Mentana, segnando la caduta del potere temporale dei papi. In Mentana, intanto, il giorno seguente alla funesta ecatombe, erano stati, con pietoso pensiero, raccolti religiosamente i cadaveri degli eroi.
L'Ara di Mentana, raccoglierà sempre più intorno a sé, nel progresso delle vittorie del pensiero umano, la parte più generosa ed eletta di quegli Italiani, che, dalle pagine gloriose del volere e del sacrificio, ameranno ritrarre per sé e per i figli gli entusiasmi più fervidi e gli esempi più fecondi pei trionfi futuri.
E voi, bei morti, o primavera sacra d'Italia, finchè in itali petti fremeranno religione di patria e culto di libertà, andrete venerati nei secoli. Possa la gagliarda gioventù dell'avvenire, qui raccogliersi sull'urna vostra gloriosa, e, nella potente unità dei patri ideali, intonar l'inno della palingenesi nel trionfo della patria e nella fratellanza dei popoli.