1889
Dal Resoconto di Aristide Pinci:
Cenni storici.
MENTANA E IL SUO MONUMENTO
CENNI STORICI MENTANA
I
Nomento - Civitas Nomentana - Lamentana - Mentana; ecco i vari nomi che s'ebbe nella storia dei secoli, questa antica città del Lazio, posta sulla frontiera Sabina, a sette chilometri dal Tevere e a ventitrè da Roma; oggi ridotta a piccola terra cinta in parte da mura con castello.
Questa città occupò un posto importante nell'antichità e su pe' i suoi colli, festosi di pampani e di biade, Seneca , Marziale, Ovidio e altri celebri latini ebbero ville che, nei loro scritti, esaltarono come luoghi di vera pace e di riposo. Sorge essa sopra un monticello rapido di difficile accesso , un pò alla destra della via Nomentana, via, che, partendo da Roma per porta Collina, traversava l'Aniene pel ponte tutt'ora chiamato Lamentano, subito sotto lo storico Monte Sacro, ed in linea retta giungeva a Nomento.
Di questa terra ne parla lungamente il Nibby nella sua storia dei dintorni di Roma. Ora i suoi abitanti ascendono a 1200: è posta a 150 metri sul livello del mare e la superficie del suo comune è di 3385 ettari circa. Per ascendervi conviene o percorrere l'antica via Nomentana, o andarvi per ferrovia scendendo, però, alla stazione di Monterotondo e percorrendo circa sei chilometri di strada rotabile.
Fra i vari fatti importanti che la resero tristamente celebre nella storia del Medio-Evo, primo fra tutti fu, al certo, quello dell'800, allorquando Carlo Magno scese in Italia con poderoso esercito per difendere e vendicare Papa Leone III. Mosse questi ad incontrarlo con il Senato, col clero romano e con tutte le corporazioni di Roma fino a Nomento, il giorno 23 novembre 800; e, su tale incontro, aggiunge il Muratori: "Venne il pontefice Leone incontro al re sino a Nomento oggi Lamentana, dodici miglia da Roma, e, dopo aver desinato con lui, se ne ritornò a Roma, per riceverlo il dì seguente con più solennità (Muratori: Annali d'Italia); e Giovanni Diacono, autore contemporaneo, aggiunge ancora che Leone, incontrando re Carlo, promisegli che, s'ei lo difendesse da' nemici, l'avrebbe incoronato imperatore: il che avvenne il giorno stesso di Natale nella basilica vaticana. E fu durante il desinare di Mentana che, per reciproco accordo, re Carlo e Leone papa, stipularono che, in contraccambio della incoronazione, questi ed i suoi successori si avessero il dominio temporale di Roma e del suo ducato. "Il perchè, scrive ancora il Muratori, da lì innanzi cominciarono i papi a battere moneta col nome loro proprio nell'una partedei soldi e denari, e nell'altra col nome dell'imperatore regnante2; e così furono essi fin d'allora Signori Temporali.
Verso l'anno 1059 Nomentum si collegò coi Tuscolani e coi Prenestini, contro Nicolò II; ma, essendo questi soccorso da Roberto il Guiscardo, la città fu presa e rovinata. Dopo di allora Nomentum fu ridotta alla condizione d'un piccolo castello; in seguito, poi, successivamente, infeudato dagli Orsini, dai principi di Venafro e, finalmente, dai Borghese. Presentemente, dell'antica grandezza non si scorgono che pochi ruderi, alcune iscrizioni, bronzi e marmi scolpiti (Vedi notizie storiche: Atti dell'Accademia dei Lincei - Relazione del Prof. LANCIANI - Anno 1888, Mese di Maggio).
A Mentana, poi, ebbe i natali nel secolo X il glorioso tribuno Crescenzo, che, dopo aver tentato di richiamare Roma all'antica libertà, cadde in potere dell'imperatore Ottone III che lo fece morire.